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San Francesco di Paola

Santo Patrono di Marzamemi e dei Marittimi

Celebrazione San Francesco di Paola

La festa del santo patrono di Marzamemi ha assunto ormai da tempo una valenza non solo religiosa, per la intensa devozione popolare dei marzamaruoti, ma anche turistica. Sono migliaia le persone che negli anni scorsi sono venute nel nostro borgo in occasione di una manifestazione religiosa di tradizione e suggestione indiscutibili.

Quest’anno mancheranno a tutti la processione ed altre iniziative legate alla Festa. Abbiamo quindi voluto, con la Parrocchia di Marzamemi, questo opuscolo, per onorare un Santo che è costante punto di riferimento per tutti noi.

Con la consapevolezza che la corretta valorizzazione delle feste patronali costituisce un tassello importante per una promozione del nostro borgo che sia fondata non sull’effimero ma su basi solide, su cui costruire progetti credibili e duraturi. Tradizione e innovazione, nel rispetto delle peculiarità del nostro magnifico territorio, rappresentano i riferimenti per la Marzamemi del futuro.

Evviva San Francesco!

Dettagli evento

Quando

Agosto

Dove

Marzamemi

Organizzazione

Parrocchia di Marzamemi

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Chiesa San Francesco di Paola Marzamemi
Meteo oggi
MARZAMEMI

Festeggiamenti in onore di San Francesco di Paola

Il rapporto che lega Marzamemi al suo patrono costituisce un’esperienza di popolo, una festa che rafforza il senso di appartenenza, per cui ciascuno, anche non praticante, si sente davvero coinvolto in un avvenimento, parte integrante di una storia collettiva, semplice e attuale.

San Francesco indossava sempre e soltanto la medesima tonaca, con il cappuccio e il mantello su cui attraverso lo stretto di Messina, per recarsi a Milazzo, in balia del mare agitato e senza praticamente bagnarsi. Un rapporto davvero speciale quello del Santo con con il mare e con i marinai e proprio per questo Papa Pio XII, nel 1943, lo proclamò Patrono della Gente di mare italiana (su più di 500 navi è stata posta una targa di bronzo con l’immagine del Santo).

San Francesco

San Francesco di Paola e le tonnare

Oltre a quella di Marzamemi, altre tonnare del sud, come quella siracusana di Terrazza, erano legate al nome di san Francesco di Paola, perché appartenevano a conventi dell’Ordine dei Minimi, fondato dal santo calabrese. Il rapporto di san Francesco di Paola con le tonnare, come peraltro quello di altri santi come sant’Antonio da Padova, aveva però diversi risvolti.

Racconta l’illustre etnologo Giuseppe Pitrè che un tempo a Favignana, quando i tonni non si decidevano ad entrare nelle reti, veniva addirittura abbuddatu in mare un quadro proprio di san Francesco di Paola. In quel labirinto formato dalle reti della tonnara, il punto cruciale (in corrispondenza dello spicu, in cui il pidali si unisce all’isula), era segnalato da un’asta emergente per circa due metri dalla superficie del mare, e su di essa veniva fissata un’immagine sacra; a Marzamemi era quella di san Francesco di Paola.

Alcuni affermavano che questo rituale fosse una una sorta di benedizione del mare, altri, invece, parlavano di un “ricatto” nei confronti del santo: la sua effigie non veniva riportata in superficie se non dopo l’arrivo di un buon quantitativo di tonni. E diverse fonti riferiscono che tali pratiche fossero in uso anche dalla nostre parti.

La festa di S. Francesco di Paola a Marzamemi

Dal 1946, immancabilmente, la statua del Santo è stata portata a spalla, in processione, uscendo dalla chiesa a Lui dedicata e che era stata appena costruita in una delle piazze più belle d’Italia. Il lunedì successivo al 15 agosto, festa della Madonna Assunta patrona di Pachino, tutti gli abitanti di Marzamemi e tantissimi devoti e turisti non mancavano mai all’appuntamento con un Santo tra i più venerati al mondo.

A coprire le spese dei festeggiamenti si provvedeva nel passato sia col contributo della compagnia portuale, che considerava san Francesco, ai fini retributivi, come un componente della compagnia stessa e sia con la donazione, da parte del proprietario della tonnara, di un tonno, il più grosso che si pescava in quel giorno.

I tredici venerdi

Anche a Marzamemi veniva praticata, in preparazione della festa, come in molte altre cittadine, la pia pratica della Tredicina, voluta proprio da S. Francesco di Paola, che l’aveva pensata in onore del Signore e dei dodici apostoli.

Secondo la tradizione tramandata nell’Ordine dei Minimi, fondato dal santo calabrese, “per tredici venerdì consecutivi confesserete le vostre colpe e riceverete il santissimo Sacramento nella Messa che farete dire o ascolterete, per la grazia di cui avete bisogno. Durante la Messa reciterete tredici Pater e tredici Ave Maria in onore e riverenza di Gesù Cristo Crocifisso e dei dodici Apostoli. Nel tempo stesso farete ardere due candele di cera, in segno delle due virtù: Fede e Speranza, e una terza la terrete accesa in mano, come simbolo della Carità, con cui dovete amare Dio e chiedergli le grazie. Così nostro Signore vi concederà il compimento dei vostri giusti desideri“.

Per ogni venerdì si medita su una virtù del Santo, che fu colto e popolare allo stesso tempo e che volle sempre che i più forti non approfittassero dei più deboli. Francesco di venerdì nacque, a Paola, di venerdi compi grandi miracoli ed era un venerdi quando spirò, a 91 anni, mentre era ospite del re di Francia.

I pustini do rusariu ro Patri Santu

A Marzamemi si recitavano anche, nei nove giorni che precedevano la festa, i “pustini do rusariu ro Patri santu”, da parte delle donne del luogo:

San Franciscu miu dilettu/viniti na ma casa ca v’aspiettu viniti cu tri pani e cu tri pisci/ca la pruvirenzia na ma casa crisci/san Franciscu prigati pi mia//San Franciscu miu dilettu/viniti a casa mia ca v’aspiettu/saluti e pruvirienza mi purtati/prestu viniti e-nunn-addimurati/pi lu mantuzzu chi ittastuvu a mari/viniti a casa mia a cunsulari/San Franciscu prigati pi mia“.

Pustini do rusariu

I festeggiamenti marzamaruoti

A Marzamemi alle 18,00 in punto la statua del Santo esce dalla chiesa, i cui lavori di costruzione iniziarono nel 1936 per concludersi solo dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale. Accompagnata dalla banda musicale, la statua si avvia alla Balata e al nuovo molo, che è stato dedicato proprio al Santo patrono della gente di mare della nazione italiana e dove avviene la benedizione di tutte le imbarcazioni. Su una di esse, messa a disposizione per voto dal proprietario e addobbata con palme e fiori, viene issata la statua, che, con un corteo di barche e pescherecci che salutano il suo passaggio con le sirene, viene portata in processione sul mare. Prima di tornare sulla terraferma per proseguire la processione in alcune delle vie principali del borgo, viene recitata la preghiera del marinaio e sono ricordate le vittime del mare: per rendere loro omaggio una corona in onore dei caduti viene gettata in acqua.

A conclusione la santa Messa celebrata in una piazza Regina Margherita gremita di fedeli. Alle 24,00 in punto i festeggiamenti si concludono con i fuochi di artificio che vengono esplosi dal porto Fossa, visibili da tutte le persone accalcate sul lungomare e alla Balata. Semplici ma non per questo meno avvincenti e partecipati gli eventi collaterali della festa, come la corsa con isacchi, il gioco dei pignatelli (pentole di terracotta appese ad una corda con dentro sia premi che acqua, che i concorrenti, bendati, devono colpire con un bastone); la cuccagna a mare al centro del porticciolo; la gara di nuoto; l’appassionata ed accanita disfida della corsa delle barche a remi che da qualche anno ha visto anche equipaggi femminili.Il culto di San Francesco di Paola, che era anche il Patrono del Regno delle Due Sicilie, è diffuso in altre città della nostra regione.

Per noi siciliani é “u Santu Patri” e a Palermo la festa si svolge tra la seconda e la terza domenica seguente la Pasqua. San Francesco di Paola viene festeggiato in molti altri comuni siciliani come Portopalo di Capo Passero, Catania, Messina, Leonforte, Castelvetrano, Cianciana, Milazzo, Trapani, Gela, Castellana Sicula, Alcamo, Salemi, Marsala, Vita, Cefalà Diana. San Francesco aveva fondato l’Ordine dei Minimi e venne proclamato santo appena dodici anni dopo la sua morte. In ogni parte del mondo esistono chiese e conventi dedicati al Santo, che nonostante il trascorrere dei secoli parla ancora agli uomini di oggi.

Viva riconoscenza

Dobbiamo riconoscerlo – e lo faccio a nome di tutta la Comunità parrocchiale di Marzamemi – va sempre considerato chi tiene viva la memoria di persone che hanno lasciato, nel nostro ambiente e principalmente dentro ciascuno, un segno, un insegnamento, un serio e vero stile di vita cristiana. E di testimoni (solo di testimoni!) ce n’è proprio e sempre di bisogno! Questo vale in qualsiasi momento che ci tocca vivere! Anche nell’attuale che responsabilmente cerchiamo con la nostra presenza di poter e dover superare per uscirne interiormente migliori … veri.

Sì, ringraziamo, allora, chi ci aiuta a saper continuare a onorare, riconoscenti, la santa persona che ha accompagnato con amore di padre i pescatori di Marzamemi, di Portopalo di Capo Passero … e non solo, visto che è stato proclamato Patrono di tutta la gente che va per mare. L’avrete capito, noi Marzamaruoti stiamo parlando di San Francesco di Paola. Lui – è il nostro devoto auspicio – continui ancora a presenziare il nostro odierno ambiente! E questo non per quando potrebbe esserci utile nelle varie interessate situazioni, ma per quello che dentro di noi ci ha lasciato.

Questo, spesso … generalmente ci sfugge nella nostra interessata concretezza. Ma, forse, questa volta, nella essenzialità della nostra dovuta riconoscenza per la Festa che ci è possibile fare … vivere, potremo guardare solo a Lui, non a quello che, insulsamente gloriandoci, potremo… avremmo potuto fare per Lui. Il periodo, allora, serva veramente per vivere quella minimalità che San Francesco di Paola ci insegnato e che forse dobbiamo ancora imparare e vivamente comprendere. E, si, diventando minimi sentiremo anche per noi le parole di Gesù: “Ti ringrazio, o Padre, perché hai rivelato ai piccoli i tuoi misteri”. Rinnovo a nome di tutti questa riconoscenza! Dimenticare è facile. La viva vera seria sincera essenziale memoria, invece, ci rinfranca gioiosamente come Marzamaruoti credenti!

p. Lorenzo

Parroco di S. Francesco di Paola – Marzamemi

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