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Settimana santa di Ispica

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DESCRIZIONE

 

I riti pasquali ad Ispica: la settimana santa

I riti, particolarmente articolati, della Settimana Santa che si svolgono ad Ispica sono un’importante manifestazione religiosa e culturale di questa città e costituiscono un patrimonio culturale prezioso che la Comunità degli Ispicesi è orgogliosa di tramandare alle nuove generazioni. Dall’aprile 2014 “la Commissione Eredità Immateriali ha riconosciuto nella “Settimana Santa a Ispica” quei valori di rilevanza validi per il suo inserimento nel Registro del patrimonio culturale immateriale della Regione Siciliana tutelato dall’Unesco». Le celebrazioni, organizzate dalle due Confraternite storiche di Ispica, quella di Santa Maria Maggiore, detta dei “Cavari” e quella della Santissima Annunziata, detta dei “Nunziatari”, si contraddistinguono per la loro profonda religiosità e per la suggestiva atmosfera che si crea nelle strade del centro storico.

Il ciclo dei sacri riti si apre con il venerdì della settimana che  precede la vera e propria settimana Santa e procede  con la celebrazione della Domenica delle palme, i riti del giovedì e del venerdì santo per poi culminare nella domenica di Pasqua.

L’intero periodo della Quaresima, a Ispica, è scandito dallo suono delle trombe della passione che, all’alba di ogni venerdì, annunciano la morte di Cristo.

Il venerdì della settimana precedente alla settimana santa, comunemente noto come U vénniri ‘ra Santa Cascia, dal Rito più significativo,  due sono, in verità, gli appuntamenti importanti da non perdere che riguardano contemporaneamente due diversi luoghi religiosi.

Presso, infatti, la basilica di Santa Maria Maggiore si dà luogo al “saluto” al Cristo flagellato alla Colonna, statua di antica fattura che raffigura Cristo, legato alla colonna che viene flagellato da due giudei posti a suoi lati, Sul capo del Cristo nel 1899 fu posto un nimbo in argento al cui interno  è inserita  la reliquia della Santa Croce posseduta dalla basilica fin dal 1696, un frammento donato dal frate G. Battista, per ricambiare i favori ottenuti dal marchese don Maurizio Statella.

Verso il simulacro del Cristo con la Croce viene indirizzato dai fedeli il suggestivo grido di invocazione “ culonna”, mentre nel medesimo contesto avviene anche  la proclamazione dei nuovi Confrati. Nel medesimo giorno, in contemporanea, presso la basilica della SS. Annunziata avviene la processione  della cosiddetta “ Santa Cascia”, una preziosa urna d’argento di pregevole fattura risalente al XVIII sec., che contiene la Santa Spina, appartenente, secondo la credenza religiosa, alla corona di spine con cui fu incoronato Gesù. Dopo la suddetta processione, ad opera dell’Associazione Cattolica Don Bosco dei Devoti e dei Portatori del SS. Cristo con la croce, altro simulacro di antica e notevole fattura, custodito in questa Chiesa, si svolge una commovente drammatizzazione della Passione di Cristo che ha come teatro Corso Garibaldi e piazza SS. Annunziata. La drammatizzazione  si conclude, poi,  con la deposizione del Cristo morto e con il rientro nella Basilica  dei simulacri di S. Giovanni e dell’Addolorata. Il momento più atteso della cerimonia è quello in cui i Portatori del SS. Cristo con la croce intonano il tradizionale canto “Popule meus” che accompagna il gesto del sacerdote che depone la santa Spina nel simulacro del SS. Cristo

Ispica entra nel vivo della celebrazione della  settimana santa la  Domenica delle Palme, in cui i ragazzi dell’associazione “Fazzoletti Rossi” della Basilica Santa Maria Maggiore eseguono una  rievocazione animata dell’entrata trionfale di Cristo a Gerusalemme realizzando una  breve processione, che parte dalla rotonda, all’ingresso della città, e accompagna Gesù Cristo in sella ad un asinello, impersonato da uno dei ragazzi, in un bagno di folla sventolante  rami di ulivo e di palma. La processione si conclude presso il  loggiato del Sinatra antistante la Basilica di Santa Maria Maggiore dove poi viene celebrata la  Santa Messa solenne.

I riti del Giovedì Santo ad Ispica sono tra i più suggestivi e coinvolgenti della Settimana Santa in Sicilia. Sono organizzati dai “ Cavari” della basilica di Santa Maria Maggiore ed iniziano in piena notte.  Alle ore 1:30 infatti i fedeli si recano in pellegrinaggio presso la chiesa rupestre di Santa Maria della Cava. Da qui ha inizio la Via Crucis, animata dai giovani della parrocchia che, durante il tragitto rappresentano le varie stazioni della passione di Cristo di cui le ultime due, la crocefissione e la deposizione del Cristo morto nel sepolcro, vengono rappresentate nella piazza antistante la basilica di Santa Maria Maggiore. Qui,intorno alle  4:00 del mattino ha luogo il rito della cosiddetta “Scinnuta” Il parroco ed il presidente dell’Aarciconfraternita dei Cavari avviandosi presso l’ingresso principale della basilica,bussano per tre volte al portone che si spalanca di colpo per fare entrare la folla dei fedeli che, di corsa, si recano presso l’altare del Santissimo Cristo alla colonna per sostarvi in preghiera (‘U Patri a Culonna). Qui, dopo la preghiera, intorno alle 11.00 il parroco bussa con la chiave per tre volte alle porte del simulacro che improvvisamente scivolano giù consentendo la “scinnuta” ( discesa) del simulacro del Cristo alla Colonna che viene offerto alla devozione dei fedeli tra le note dell’organo e l’effluvio degli incensi.  In serata, il simulacro del “Cristo alla Colonna” illuminato da fiaccole e ceri, viene portato a spalla dai “Cavari” vestiti con il tradizionale abito rosso, per le vie del centro storico. La processione, accompagnata dalle note delle bande musicali e dai canti dei fedeli che recano in mano ceri e fiaccole, prevede un momento di particolare suggestione detto “u ncuontru” ( l’incontro) : in con il simulacro del  Cristo alla Colonna portato a spalla dai “Cavari”e vi si inchina.  La processione si conclude a tarda sera con la “Trasuta” (l’entrata) del simulacro del Cristo flagellato nella basilica di Santa Maria Maggiore

Il Venerdì Santo ad Ispica è un altro  giorno di profonda devozione e tradizione affidato all’organizzazione della Confraternita dei “ Nunziatari”. La città si veste di azzurro, il colore della Madonna Addolorata, e si prepara a rivivere la Passione di Cristo. La celebrazione ha inizio alle prime luci dell’alba presso la Basilica della SS. Annunziata, costruita dopo il terremoto del 1693, le cui porte si spalancano per accogliere come in un abbraccio affettuoso la folla dei fedeli,  avvolti in una nube di incenso, che si recano ad onorare, presso l’apposita cappella, il Santissimo Cristo con la Croce, simulacro di antica fattura in cui Cristo, preceduto e seguito da due Giudei che lo tengono legato ad una corda, è rappresentato sofferente nell’atto di portare sulle spalle il pesante legno della croce.
Intorno alle 11:00 si svolge la cosiddetta  “Scinnuta” ( discesa) del simulacro del Cristo con la Croce. Il prete bussa per tre volte alla porta della nicchia e con un colpo di scena avviene la cosiddetta “ caduta delle porte”, viene svelato il simulacro che,al suono della marcia funebre viene portato a livello dei fedeli che si incolonnano per rendergli omaggio e baciargli i piedi. Nel pomeriggio, i soldati a cavallo sfilando per la via del C.so Garibaldi e la piazza antistante la basilica. attendono l’uscita del simulacro del Cristo con la Croce che, ad opera dei  “Nunziatari”, vestiti di azzurro, con un fazzoletto bianco al collo e una corona di spine sul capo, viene portato fuori dalla basilica in una  processione che si snoda per le vie del centro storico, accompagnato dalle confraternite delle altre chiese e  dal suono delle trombe e dei tamburi che effondono nell’aria  note di melanconica mestizia. Il momento più toccante della giornata  è costituito, in via XX settembre da “ u ncontru”, l’incontro tra il Cristo  e l’Addolorata. La Madonna Addolorata, portata a spalla dai “Cavari”, si inchina per tre volte davanti al Figlio crocifisso e lo accompagna, tra le note  meste di un canto funebre e il suono delle  che viene intonato dai fedeli e il suono delle “troccole”, strumenti musicali tipici della Settimana Santa di Ispica ,fino alla  Basilica di Santa Maria Maggiore, dove il simulacro del Cristo viene riposto nella cappella del Santo Sepolcro..
Con la cerimonia della domenica di Pasqua si concludono gli articolati riti della Settimana Santa che si svolgono ad Ispica. Alle ore 11.45, presso la Basilica della SS. Annunziata, avviene la cosiddetta “Scinnuta” del Cristo Risorto (“‘U Risuscitatu”). Si tratta di un momento molto suggestivo in cui la statua viene lentamente calata dalla balconata della basilica, mentre i fedeli applaudono e intonano canti di gioia. La statua viene portata in processione per le vie del centro storico, accompagnata dalla banda musicale e dai fedeli che intonano canti di gioia. Alle ore 12:00, in Corso Garibaldi, avviene l’emozionante incontro(“ ‘Ncuontru”,)  tra il Cristo Risorto e l’ Addolorata.

La Madonna Addolorata,vestita di nero esce dalla Chiesa Madre di S. Bartolomeo e, portata a spalla dai “Cavari”, si inchina per tre volte davanti al Figlio Risorto, in un momento di grande commozione e devozione, tra gli spari di moschetterie, il volo di colombe,il  lancio di biglietti di auguri, note gioiose della banda musicale e il grido dei “Nunziatari“: Eppicciuotti Viva lu Patri , viva lu Patri! Le due statue, infine, proseguono insieme in processione, accompagnate dalla folla di fedeli, fino alla Basilica di Santa Maria Maggiore, dove alle  13:00, viene celebrata la Santa Messa di Pasqua. I festeggiamenti continuano la sera quando, alle 20,30, il Cristo Risorto, uscendo dalla Basilica della SS. Annunziata viene portato di nuovo in  processione per le vie storiche della città, accompagnato dalle note gioiose della  banda musicale e dalla folla festosa di fedeli che lo segue con gioia. La cerimonia, infine, si conclude con lo spettacolo presso il  “Belvedere Lungo Cava” di sfavillanti fuochi d’artificio il cui rimbombo echeggia suggestivamente  nel cuore della Cava e con il rientro del cristo Risorto nella Basilica .

 

 

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