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EREMO San Corrado Fuori le Mura

Se ti trovi nella zona di Noto, una tappa a cui assolutamente non devi rinunciare è la visita al Santuario di San Corrado Fuori le Mura , un luogo esclusivo, di potente suggestione, avvolto in un silenzio religioso, interrotto appena dal cinguettio degli uccelli si respira una rara atmosfera di  spiritualità francescana e di pace. Si tratta di una piccola chiesa ubicata a San Corrado Fuori le Mura, piccola frazione di Noto, incastonata nella cosiddetta “Valle dei Miracoli” nei pressi della Cava dei Pizzoni.

In questo luogo, suggestivo per la bellezza del contesto naturale caratterizzato dalla lussureggiante vegetazione che ricopre ampi costoni rocciosi e dalla presenza di diversi ipogei rupestri, visse il suo eremitaggio, dal 1322 al 1351, Corrado Confalonieri, nobile piacentino che, abbandonate le agiatezze del suo stato, decise di intraprendere la vita monastica.

Iniziato un lungo viaggio verso il sud d’Italia, l’Eremita si fermò a Noto, dove visse per due anni, in un luogo appartato della città, la sua vita monastica insieme all’amico Guglielmo Buccheri, che era stato uno scudiero di Federico di Svevia. Successivamente Corrado decise di trasferirsi in una zona isolata, appunto in una grotta di Cava Pizzoni e vi rimase sino alla fine della sua vita. In questi luoghi suggestivi, che fin dalla morte dell’eremita, poi divenuto santo e patrono di Noto, erano divenuti meta di pellegrinaggi votivi, fu costruito nel 1700, nello stile barocco dell’epoca, addossato alla parete rocciosa della Valle, il santuario che è tra i più importanti del siracusano.

Dopo aver percorso un lungo viale, entrando nella chiesa potrai ammirare sull’altare maggiore la settecentesca tela di Sebastiano Conca raffigurante la Madonna con il Bambino e S. Corrado; sulla destra, invece, inserita in un tratto di roccia inglobata nella struttura della chiesa, vi è la statua di marmo di S. Corrado in preghiera, opera di Giuseppe Pirrone. Nella parete alla sinistra dell’altare si può ammirare un crocifisso ligneo del XVIII secolo e il sottostante sacello con i resti di S. Leonzio Martire.

Percorrendo la scalinata ripida, ricavata nel costone di roccia a cui è affiancato il Santuario, potrai giungere alla cosiddetta Grotta di S. Corrado, dove, secondo la tradizione, si raccoglieva in preghiera il Santo Eremita. La cavità, scavata nella roccia, consta di due ambienti: nel primo c’è oggi un altare nell’altro, più piccolo, si conserva la grande pietra rettangolare, il giaciglio dove il Santo era solito riposare. 

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