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DESCRIZIONE

Il Castello di Donnafugata

Per il turista che visita il territorio ragusano, una tappa obbligata rappresenta senz’altro il Castello di Donnafugata, dimora nobiliare impregnata di secoli di storia, arte e leggenda. Sembra che la prima costruzione del Castello, in origine parte di un grande latifondo, sia stata realizzata nel XIV secolo dai Chiaramonte, conti di Modica. Tuttavia la maggior parte del sontuoso edificio è opera, nell’800, del visionario barone Corrado Arezzo De Spuches. Politico ed eclettico uomo di studi, questi operò il miracolo di trasformare una comune masseria, punto di riferimento per la famiglia nobiliare che vi trascorreva la villeggiatura estiva e del folto gruppo di persone per cui era casa, lavoro, vita, in una lussuosa dimora caratterizzata da quello stile neogotico o Gothic revival che, diffuso con successo nell’ architettura inglese del XIX secolo, diede inizio ad importanti processi di trasformazione nell’arte e nell’artigianato. Dopo anni di incuria e di abbandono questa fascinosa dimora acquistata negli anni 80 del Novecento dal Comune di Ragusa, mediante i lavori di un annoso restauro, è stata resa fruibile nella veste che oggi possiamo ammirare.

Il contesto

Il nome “Donnafugata” ha radici poco chiare; al di là di quelle leggendarie, che evocano storie romantiche di immagini di dame in fuga; un’ipotesi avanzata da alcuni è quella secondo cui il nome sarebbe la libera interpretazione e trascrizione del termine arabo ʻAyn al-Ṣiḥḥat (Fonte della Salute) divenuto in siciliano Ronnafuata, da cui la denominazione attuale. Altri inoltre propongono un’ipotesi ulteriore secondo la quale il nome della località possa essere riferito al un possibile tragico ritrovamento, in quel luogo, di un corpo di una donna “affucata”, che in siciliano significa” morta per soffocamento”.
La struttura del Castello di Donnafugata, epicentro di un piccolo borgo, è organizzata ai lati del viale principale che da un lato porta all’ingresso del Castello e dall’altro si apre sul vasto latifondo di un tempo dai tipici tratti della campagna ragusana solcata dalla rete di muri a secco e dominata dalla presenza di asini, mucche, carrubi ed ulivi secolari. Poco distante dal borgo si trovano le tracce di un antico ipogeo funerario che attesta una lunga frequentazione di quest’area del territorio ragusano.

Architettura e Interni

La struttura del Castello, che si estende per un’area di oltre 7500 metri quadrati e si articola su 3 piani, evoca l’immagine di una fortezza medievale e, nel prospetto principale, è coronata da due torri laterali tra cui è inserita una splendida loggia con eleganti archi trilobati in chiaro stile neogotico.
Dall’ampia corte interna, si accede all’interno del castello da una monumentale scalinata in pietra-pece, la tipica pietra ragusana ricca di bitume e olio minerale. La dimora è articolata in oltre 120 stanze di cui sono fruibili al pubblico circa una ventina. Queste conservano ancora gli arredi ed i mobili dell’epoca che rivelano il sapore di un gusto neoclassico e neogotico, non senza influenze barocche. Visitando pertanto l’interno del Castello, tra quei pezzi originali che raccontano la vita quotidiana ed i gusti raffinati dei suoi antichi abitanti, avrai la sensazione di fare un salto nell’ epoca degli ultimi “gattopardi” nonché un affascinante viaggio nella storia dell’arte e dell’arredamento. Ti renderai conto che ciascuna stanza, nell’essere adibita ad una precisa funzione, è arredata con gusto differente: la sala della Musica si connota per i dipinti a trompe-l’oeil; la sala degli stemmi è decorata con ben 750 blasoni di tutte le famiglie nobili siciliane dipinti sulle pareti; il Salone degli Specchi ha la sua specifica decorazione nei raffinati stucchi dorati,negli affreschi del soffitto e negli scintillanti lampadari; magnifici mobili Boulle, invece, arredano il cosiddetto appartamento del Vescovo, riservato ad un alto prelato del ‘700 appartenente alla famiglia Arezzo. Nella sala da biliardo, nel fumoir, nella ricca biblioteca di oltre dieci mila volumi, nella quadreria, nelle varie camere da letto, insomma ovunque si intuisce il gusto e la passione per il bello, per l’arte e per l’intrattenimento che animava le giornate degli antichi abitanti di questa dimora.

Il Parco

Donnafugata non ha la sua attrazione solo nel suo Castello ma anche nel parco storico e monumentale che con i suoi otto ettari di estensione circonda la dimora nobiliare. Questo spazio verde si articola in tre differenti tipologie di giardino: quello informale all’inglese, quello formale alla francese e uno spazio “rustico” cioè un orto-frutteto che un tempo era dedicato alla coltivazione di piante aromatiche e all’apicoltura. L’architettura del parco che si presenta oggi ai nostri occhi risale al periodo tra la metà del 1800 e i primi del 1900. Esso ha il pregio di contenere, oltre ad alcuni alberi monumentali, una varietà notevole di specie vegetali, circa 1500. All’entrata del parco si erge maestoso un ficus di grandi dimensioni le cui foglie, un tempo, potevano essere affrancate e spedite come cartoline postali. Un tempo nel parco erano pure presenti degli “scherzi” ideati dallo spirito burlone del barone, come ad esempio, la presenza di tombe vuote per spaventare le fanciulle, oppure un irrigatore posizionato sopra un sedile che entrava in funzione per bagnare l’ospite che vi si sedeva oppure un frate. Da recente si sta lavorando per ripristinare gli “scherzi” bizzarri del barone, attualmente inattivi. Di sorprendente rilievo, nel parco, è la presenza, voluta dal barone, di alcuni elementi artistici, talora bizzarri nascosti tra la variegata vegetazione del luogo, tesi ad allietare e divertire gli ospiti quali il tempietto circolare di puro stile neoclassico, la coffee hause, alcune piccole grotte con stalattiti artificiali ed infine il celebre labirinto in pietra, costruito nella tecnica tipica della muratura a secco del ragusano, scelto da recente come set cinematografico. Insomma il parco sembra progettato non solo come un contesto ideale di delizia per gli occhi in cui natura e arte convivono in armonia, ma anche come un luogo di meraviglie capace di offrirti una fuga salvifica dal trambusto della vita quotidiana per immergerti nella contemplazione e nella meditazione e ritrovare te stesso.

 

ORARI DI VISITA:

Orario estivo: 09:00-19:00 (dal 1 aprile fino al 31 ottobre 2022)
Orario invernale: 09:00-16:00 (dal 1 novembre 2022)
Chiuso il lunedì

FOTO DAL SITO UFFICIALE https://castellodonnafugata.org/
al quale rimandiamo per maggiori informazioni

ORARIO DI APERTURA

Ora in corso UTC +2
  • Lunedi Giorno di chiusura
  • Martedì 9:00 - 19:00
  • Mercoledì 9:00 - 19:00
  • Giovedi 9:00 - 19:00
  • Venerdì 9:00 - 19:00
  • Sabato 9:00 - 19:00
  • Domenica 9:00 - 19:00

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